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Carlo Sestini | Il futuro della moda è green e genderfluid

Carlo Sestini | The future of fashion is green and genderfluid
19/01/22

Face to face con il modello, influencer e digitalentrepreneur Carlo Sestini 


Nato in Italia, ha poi vissuto in Svizzera e studiato tra Londra e Los Angeles, tutti luoghi che hanno influenzato il suo stile Made in Italy arricchito da un twist British.

Come sono cambiati la moda ed il tuo modo di percepirla nel post pandemia?
La moda non è cambiata, forse sono cambiato io. In verità tante cose sono variate in questo periodo. Sicuramente c’è stato un passo avanti sul tema della sostenibilità. Tanti marchi si stanno adattando e stanno trovando nuovi metodi per essere il più green possibile. Dopo una forte tempesta, rimangono solo i rami o i tronchi più forti. Questa pandemia ha fatto “pulizia” di quel che era superfluo. È triste dirlo ma il mercato era saturo e la forte mareggiata che abbiamo vissuto ha cambiato gli equilibri che erano radicati da troppo tempo.

Come hai vissuto il ritorno alle sfilate fisiche?
Ho vissuto questo ritorno senza particolari stravolgimenti. Secondo me non troppo è cambiato dal pre-pandemia. Alcuni fattori che forse preferisco sono l’obbligo di indossare le mascherine, il distanziamento tra le persone al fine della sicurezza personale tra i diversi partecipanti e la limitazione con conseguente selezione approfondita dei partecipanti alle sfilate.

Quali sono i must-have del tuo guardaroba?
I cappotti e le camicie in seta. Durante la stagione invernale il cappotto fa il look, la camicia di seta “if you can pull it off” rende chic ed effortless.

Armo-cromia: ne tieni conto quando realizzi i tuoi look?
No, per niente. Questo trend non è momentaneo ma si usa da sempre. Io ispiro i miei look al feeling del momento e all’attitude che voglio mostrare.

Silvia Venturini Fendi, in occasione della sua ultima sfilata ha motivato la scelta di introdurre giacche cropped da uomo come segue: «C'è una grande evoluzione nella moda maschile, una gran voglia di libertà, forse perché abbiamo confini ristretti e per questo mi è piaciuto provocare mostrando la pancia». Sei d’accordo con questa affermazione? Quali tra questi capi (blazer cropped/gonna/…) definiti un po’ “provocatori” perché considerati prettamente femminili, includeresti nel tuo outfit e come?
Penso che la signora Fendi abbia ragione per quanto riguarda questo desiderio di libertà, in fin dei conti la moda è espressione di sé! Ognuno deve vestirsi come desidera. Io personalmente non li indosserei, non mi sentirei a mio agio con questo tipo di capi. Come Carlo Sestini brand, non li includerei nei miei outfit poiché non li considero parte della mia espressione nonostante io li reputi di gusto ed innovativi.

Al Milano Fashion Global Summit tenutosi quest’anno, Remo Ruffini ha detto “La vera sfida per il futuro sarà riuscire a parlare alle nuove generazioni di tutto il mondo”; quale pensi sia il modo migliore per raggiungere questo nuovo target?
Secondo me non solo tramite i social! Potrebbe esserci una politica più innovativa ed aperta al dialogo con i diversi stakeholders al fine di avere un’influenza sulle nuove generazioni. Ad esempio ascoltare e dialogare con dei key opinion leaders che non hanno paura ad esprimere il proprio pensiero. Sicuramente non saranno i “balletti” di Tik tok ad educare le nuove generazioni ma piuttosto le competenze di alcune figure chiave del sistema moda.

Pensi che la moda si stia un po’ plasmando sulla base di quello che ritiene essere il gusto di questa generazione?
Sicuramente sì. Come con i nostri genitori e i genitori dei nostri genitori. Nulla di nuovo. Mi auguro che la moda possa essere più gender fluid ed ecosostenibile, questa direzione è già attuale e irreversibile. È importante però che non sia una manovra di marketing ma piuttosto una cosa voluta e sentita dal profondo.

Quali saranno, secondo te, i colori pantone per la stagione SS22?
Colori pastello chiari.

Scegli due capi che apparentemente non centrano nulla uno con l’altro ma che, se mescolati consapevolmente, possono dare all’outfit quel ‘quid’ in più.
Una camicia di jeans dentro una polo di cashmere sa rendere l’outfit elegante e ben pensato.

Tailor dress: cucito su misura o dalle geometrie più morbide, qual è quello perfetto per te?
Cucito su misura. Lo dice la parola, altrimenti si fa prima ad andare in negozio e a scegliere un’altra opzione.

Come sdrammatizzarlo con gli accessori per portarlo tutti i giorni?
Collo alto per renderlo un po' più easy-going possibilmente colorato per dargli quel quid con una camicia. Niente sneaker su un vestito su misura, lo trovo tacky e scontato. Piuttosto una bella cintura o un bolero alla cowboy un po’ alla Ralph Lauren per sdrammatizzare.

Moda Anni 70-80; cosa riproporre e cosa no.
Tutto.

Green, un argomento che ti sta a cuore e che tieni bene a mente durante lo sviluppo delle tue collezioni eyewear; in cosa pensi il fashion possa ancora migliorare?
Per Sestini essere ecosostenibili è chiave. Ci sono voluti quasi tre anni per lo sviluppo dei modelli di occhiali della mia prima collezione. Dal packaging al prodotto, abbiamo utilizzato materiali di scarto o upcycled sperimentando ed introducendo nuove soluzioni. Credo che sia fondamentale fare dei corsi per sensibilizzare i dipendenti oltre ai vari stakeholders aziendali, per fortificare tutto il sistema moda sulle tematiche green. Non deve essere una cosa fine a se stessa o per finalità puramente di P&L, ma piuttosto per una questione morale verso le generazioni future. Con Sestini stiamo sviluppando con varie aziende nuovi packaging e materiali che useremo per la nuova collezione, in particolare utilizzeremo scarti di bottiglie convertendole in acetato per la produzione di occhiali.

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