Activewear: perché gli uomini si vestono da sportivi anche quando non fanno sport
Lo stile activewear da uomo esce dalla palestra e interpreta il tempo libero con capi di abbigliamento sportivo firmato, casual e versatili per ogni occasione.
Cammini per la città e lo vedi ovunque. Un uomo indossa una camicia azzurra con la cravatta, ma ai piedi porta sneakers da running e al posto dei pantaloni sartoriali ha scelto un bermuda tecnico. Poco più avanti, qualcuno abbina una canottiera bianca in cotone a un pantalone elegante in lana. Nella metro, una scarpa da trekking viene indossata con la stessa naturalezza con cui una volta si sarebbe scelta una derby. E nelle mezze stagioni, una giacca impermeabile tecnica sembra ormai aver sostituito il classico cappotto.
Che piaccia o meno, una cosa è evidente: l'activewear ha smesso di appartenere esclusivamente allo sport. Oggi i capi progettati per allenarsi, correre, camminare in montagna o affrontare condizioni climatiche difficili vengono utilizzati quotidianamente in contesti urbani, professionali e sociali. Non sono più eccezioni. Sono diventati normalità.
Ma quando è successo? E soprattutto: perché funziona così bene?
La rinascita dell'activewear
L'abbigliamento sportivo maschile è sempre entrato e uscito dal mondo della moda. Tuttavia, la sua ultima grande rinascita è iniziata nei primi anni 2010 con l'esplosione dell'athleisure. Per la prima volta, felpe, jogger, sneaker performance e capi tecnici hanno iniziato a essere considerati accettabili anche fuori dalla palestra.
Tra il 2015 e il 2019 il fenomeno si è evoluto ulteriormente grazie al gorpcore, una corrente che ha portato il guardaroba outdoor al centro dello street style. Giacche tecniche, fleece, scarpe da trail e accessori da escursionismo sono diventati oggetti di desiderio anche per chi non aveva mai messo piede su un sentiero di montagna.
Dopo il 2020, la pandemia e la diffusione dello smart working hanno accelerato un cambiamento già in corso. Le persone hanno iniziato a privilegiare comfort, funzionalità e libertà di movimento, mettendo in discussione l'idea tradizionale di eleganza. Da quel momento il confine tra abbigliamento formale, casual e sportivo ha iniziato a dissolversi.
Oggi non stiamo assistendo semplicemente all'affermazione dell'activewear. Stiamo vivendo una fase ancora più interessante: l'ibridazione. Non è che ci vestiamo da sportivi, mescoliamo linguaggi diversi.
Dove nasce questa tendenza?
Le radici del fenomeno affondano principalmente negli Stati Uniti. La cultura americana ha sempre avuto un rapporto più rilassato con il dress code rispetto all'Europa. Sneaker, varsity jacket, felpe universitarie e capi sportivi sono stati accettati socialmente molto prima rispetto a quanto accaduto nelle principali capitali europee.
A questa influenza si è aggiunto il contributo fondamentale della cultura outdoor della West Coast e dello streetwear sviluppatosi tra New York, Los Angeles e Tokyo. Il Giappone ha avuto un ruolo decisivo nel trasformare capi tecnici e outdoor in oggetti di moda. Designer e creativi giapponesi hanno iniziato a trattare una giacca impermeabile con lo stesso rispetto riservato a un blazer sartoriale, contribuendo a cambiare la percezione dell'abbigliamento funzionale.
Oggi il fenomeno è globale, ma continua a essere alimentato dall'incontro tra cultura americana, sensibilità giapponese e nuove influenze provenienti dalla Corea del Sud.
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Non stiamo portando lo sport in città. Stiamo cambiando la città
Forse il punto più interessante non riguarda i vestiti, ma il contesto. Per anni abbiamo pensato che esistesse un abito giusto per ogni occasione. L'abito per il lavoro, l'abbigliamento per il tempo libero, i vestiti per lo sport...
La vita contemporanea, però, funziona in modo diverso. Nella stessa giornata possiamo lavorare da remoto, spostarci in bicicletta, allenarci, partecipare a una riunione, prendere un treno, incontrare amici per cena e rientrare a casa senza mai cambiare outfit. La città moderna è diventata uno spazio ibrido e l'abbigliamento sta semplicemente seguendo questa trasformazione.
Per questo motivo non stiamo realmente portando l'abbigliamento sportivo fuori dal suo contesto ma stiamo ridefinendo il contesto stesso.
Perché questi look funzionano?
Perché rispondono a una contraddizione molto contemporanea. L'uomo di oggi vuole sentirsi comodo, libero di muoversi e preparato ad affrontare qualsiasi situazione, ma allo stesso tempo desidera apparire curato e consapevole. Per decenni il guardaroba maschile imponeva una scelta: essere elegante oppure essere comodo. L'activewear contemporaneo prova a eliminare questa alternativa. La promessa è semplice: essere elegante e comodo allo stesso tempo. Ecco perché una scarpa da trail può apparire più moderna di una derby tradizionale. Ecco perché una shell tecnica può risultare più interessante di un soprabito classico. Non si tratta soltanto di estetica ma una nuova idea di funzionalità.
Come vestirsi sporty senza sembrare appena usciti dalla palestra
La differenza tra stile e abbigliamento sportivo puro sta nell'equilibrio.
I look migliori non sono quelli completamente sportivi, sono quelli che introducono un elemento tecnico all'interno di un contesto più raffinato. Per esempio: blazer e pantaloni sartoriali con sneaker da running, camicia abbottonata in vita con shorts tecnici e mocassini, pantaloni wide con scarpe da trail, polo elegante con borsa da palestra. Quando tutto il look è sportivo si torna semplicemente allo sportswear. Quando esiste un contrasto nasce invece lo stile.
Gran parte del fascino di questa tendenza nasce dal dialogo tra tessuti diversi. Funzionano molto bene: nylon tecnico e lana, fleece e cotone sartoriale, membrane impermeabili e popeline, mesh sportiva e gabardina, jersey tecnico e tessuti classici da abito. Più il contrasto è evidente, più il look appare contemporaneo.
Molti dei look più riusciti si basano su un gioco di volumi. Una canottiera aderente può essere valorizzata da un pantalone sartoriale ampio. Una giacca tecnica oversize può dialogare perfettamente con un pantalone dalla linea pulita.
Il futuro non sarà più sporty. Sarà invisibilmente sportivo
La vera evoluzione dell'activewear non consiste nell'indossare sempre più capi tecnici. Consiste nel fatto che non riusciremo più a distinguerli. Sempre più brand stanno sviluppando pantaloni, giacche e camicie che mantengono l'aspetto dell'abbigliamento tradizionale ma integrano tecnologie performance: tessuti elasticizzati, membrane impermeabili, costruzioni leggere, proprietà termoregolatrici e materiali ad asciugatura rapida. Il futuro del guardaroba maschile non sembra orientato verso una maggiore sportività visibile. Piuttosto verso una performance nascosta. L'obiettivo non sarà sembrare sportivi ma sarà vivere meglio. Ecco una traduzione localizzata e adatta a un contesto editoriale/fashion, non letterale, in inglese e francese.
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