Alla Milano Fashion Week AI26 con Ryan Prevedel
Dal guardaroba emotivo alle silhouette dei prossimi mesi, tra audacia e sobrietà, tra streetwear e tailoring. Abbiamo incontrato Ryan alla Milano Fashion Week e ci ha raccontato che...
Ryan Prevedel: l’eleganza che parla di sé
Ryan Prevedel, 23 anni, italiano con sangue canadese da parte della madre, ha iniziato come content creator su YouTube e TikTok, attirando l’attenzione con video divertenti e leggeri. Presto, però, il suo talento e il suo fascino naturale lo hanno portato nel mondo della moda: oggi è modello e punto di riferimento per chi cerca eleganza e contemporaneità.
Non più il ragazzino dei contenuti virali, Ryan ha saputo costruire uno stile personale che sembra cucito su misura: dai capelli biondi e ondulati che si modellano con un semplice gesto delle dita, l’aria da giovane uomo consapevole, e un attitude capace di incarnare valori classici reinterpretati in chiave moderna. Non stupisce che le più importanti maison abbiano scelto di collaborare con lui.
L’abbiamo incontrato durante la Milano Fashion Week Uomo Autunno Inverno 2026, in uno storico e delizioso Café, dove tra un sorso di espresso e lo sguardo sulle persone che passano, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata sulla moda di oggi e di domani togliendoci qualche curiosità riguardanti la sfera più personale.
Lo stile come conversazione
«Non parlo di moda come di semplici tendenze da etichettare», ci spiega Ryan. «È uno spazio in cui identità ed emozioni si intrecciano con il gesto stesso di vestirsi. Non è lo stile per lo stile: ma quello che succede quando ti attraversa».
Per lui, la moda è fatta di codici reinterpretati con immediatezza, riferimenti personali e una tensione verso qualcosa di più umano e autentico, che non si riduce a tessuti o silhouette. «Il vero stile nasce dall’osservazione della strada e dalla libertà di chi non si lascia imbrigliare dalle regole», dice. «È una conversazione con chi guarda e con se stessi, sempre in movimento e in evoluzione».
La sicurezza come nuova regola estetica
Ryan crede che nel 2026 la tendenza dominante sarà la sicurezza espressa attraverso il look: spalle importanti, silhouette definite, dettagli volutamente imperfetti. «È un’estetica che comunica personalità, non perfezione», osserva.
I primi Duemila a New York: lusso e street in dialogo
Tra le epoche di riferimento, Ryan cita i primi anni 2000 a New York, quando Wall Street incontrava il downtown e il lusso contaminava lo streetwear. «Completi gessati accanto a hoodie: potere ed espressione personale si univano in modo visivo». Oggi, quel mix rivive in chi ama costruire un look autentico, potente e personale.
Più vulnerabilità, meno costruzione
Secondo Prevedel, la moda maschile necessita di urgenza e contraddizione. «Spesso è perfetta, ma senza desiderio. Vorrei più vulnerabilità, meno look e più personalità». Il suo approccio invita a osare e raccontarsi attraverso i vestiti, piuttosto che semplicemente mostrarli.
Milano, fonte continua di ispirazione
Vivere a Milano significa respirare arte, design e creatività ad ogni angolo. «Porta Magenta ha un’energia incredibile: elegante, mai rigida. Camminarci è fonte continua di idee». È una città dove il dettaglio conta, dove il tailoring dialoga con il quotidiano e dove lo street style diventa linguaggio.
Vestire l’umore
Per Ryan, lo stile è emotivo. Ci sono giorni in cui si vuole osare, altri in cui si sente il bisogno proteggersi con il minimalismo. Il principio guida? La scarpa. «Se la scarpa è giusta, tutto il resto trova direzione», spiega. Che si tratti di vita privata o occasioni formali, il look parte da lì e racconta chi sei.
TheDoubleF: stile in movimento
Nei look scelti per TheDoubleF, Ryan ritrova coerenza e diversità: dal tailoring al travel look, sempre chic, sempre pensato per attraversare contesti diversi. «È una narrazione che accompagna una persona nelle sue giornate e identità». La moda diventa così un viaggio tra situazioni e stati d’animo, un filo conduttore tra chi si desidera essere e come ci si vuole mostrare.
Il rifugio e l’equilibrio
Lontano dalla frenesia della moda e dai riflettori, a volte Ryan ha bisogno di spazi che lo rigenerino. D’inverno trova conforto nella campagna, dove il tempo rallenta e la natura gli permette di ritrovare sé stesso. D’estate, invece, sente il richiamo del mare: luce, orizzonte e salsedine lo aiutano a riconnettersi con la propria energia. Allo stesso tempo, sa quanto sia importante bilanciare socialità e solitudine. Ama lavorare in team, condividere stimoli di collaboratori e amici, ma sa anche quando è ora di prendere distanza per un po’: «È in quel vuoto che spesso nascono le idee migliori», confida.
Dalla strada alla passerella
Nonostante l’importanza delle sfilate, l’ispirazione più autentica resta lo street style. «È lì che la moda prende forma, tra amici e sconosciuti. La passerella indica la direzione, ma la vita reale le dà sostanza, bisogna solo saperla osservare e interpretare».