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Quali sono le caratteristiche che definiscono oggi look casual maschile?

Men's winter 2023 cardigans: iconic and timeless pieces

Semplice dire “look casual maschile”: ecco come nasce e quali sono le caratteristiche che lo definiscono nel 2023

Per molti, il look casual maschile è oggi considerato la nuova frontiera dell’eleganza contemporanea. Ma c’è solo una definizione che può riassumere due concetti così diversi, “casual chic”. Questo è grazie al guardaroba da gentiluomo che ha deciso di introdurre elementi informali nella sua quotidianità. A elevarlo non sono solo una felpa o un paio di sneakers, ma l’attitude, cioè il modo in cui si abbinano certi capi, si portano certi accessori o si scelgono certi colori.

Quando e come nasce il look casual maschile

La nascita di questo stile avviene nell’aristocrazia inglese, quando gli uomini dell’800 iniziano a differenziare in modo netto l’armadio della quotidianità con quello del tempo libero, come la caccia o il polo. I pantaloni si fanno più larghi e più pratici anche nel tessuto, mentre i capispalla vengono presi in prestito dalle divise militari perché già progettati per proteggere dal freddo. Ma questa è solo una declinazione: se pensiamo ai giovani rampolli che frequentano i college, è qui che si autodetermina il primo look casual maschile ammesso nella quotidianità e nella società.

Possiamo dire che tutto ha inizio con l’estetica preppy. Morbidi cardigan e giacche meno strutturate vengono abbinati a pantaloni, mocassini o scarpe derby (all’epoca considerati davvero casual, oggi definiti pezzi classici). A questo si aggiunge il colore che identifica il college e che si differenza in modo netto con il mondo borghese ed aristocratico che nell’800 assume le tinte del nero, del blu e del grigio (fumo di Londra). Nel ‘900 vengono introdotti il denim, le scarpe da ginnastica (per gli studenti sportivi) e infine i bomber, andando a definire il look casual maschile d’eccellenza di quell’epoca.

Tutti i caratteri che oggi definiscono il look casual maschile

Partiamo da un concetto: non esiste più una e una sola estetica casual. Questo perché le tendenze degli anni 2000 hanno rimescolato stili e stilemi, andando a definire outfit molto personali inclini alle proprie abitudini. Quindi, non bisogna vestirsi preppy per essere casual. Anzi, l’idea di prendere le distanze da una possibile divisa è la ricetta per sovvertire le regole ed esprimersi. Se una volta indossare i mocassini con il completo era casual, oggi non lo è più. Essere casual vuol dire uscire dagli schemi mantenendo un proprio charme. Capiamo che sono le tendenze a definire l’idea del casual wear contemporaneo, là dove si spezza la regola o il trend del momento.

Qualche esempio? Un completo rilassato nella tinta rosa è casual, così come una camicia ben inamida ma portata fuori dai pantaloni, o un paio di sneakers di camoscio. Anche l’elemento sporty può definire questo stile, come un piumino corto o un pile da trekking. La tuta è street se logata, mentre è casual se è a tinta unita neutra. Infine la scelta del colore, che non può essere casuale ma tiene in considerazione le tendenze dell’anno: un pulllover blu è classy, un pullover senape è vintage, un pullover borgogna è casual. Ogni scelta va a definire il look casual maschile, dal lunedì alla domenica. Un’attitude, appunto.

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