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Come sarà la moda del futuro? Addio alle collezioni stagionali e stilisti che abbandonano il calendario delle sfilate

What is the future of fashion? Goodbye to seasonal collections as designers abandon the runway calendar

Riflessioni e decisioni post lockdown. Stilisti e maisoninternazionali abbandonano il calendario delle sfilate a favore di nuove idee eforme di eventi

'Abbandonerò il rito stanco delle stagionalità' con queste parole, condivise su un post di Instagram, Alessandro Michele commenta la decisione di Gucci di lasciare il calendario delle sfilate. Una scelta comunicata durante uno dei week-end più attesi, in piena fase 2. Tutti gli addetti al settore moda stanno infatti cercando di definire come sarà la moda post Covid-19, non solo in termini di tendenze. Sempre più spesso giornalisti, influencer e buyer si domandano come saranno le prossime fashion week, che forme avrà il fashion system e la fruizione di contenuti. E non è solo una questione se si è dentro o fuori il calendario canonico: la riflessione coinvolge la stagionalità delle collezioni che ad oggi pare essere quasi obsoleta. Primavera/Estate e Autunno/Inverno sono diventate delle etichette fini a se stesse, viste le numero capsule collection, drop moda e una stagionalità atmosferica che non è più classica (primavere e autunni caldi, estati ricche di temporali).

Secondo Gucci le collezioni non devono più avere una connotazione stagionale. 'Mi piacerebbe abbandonare l'armamentario di sigle che hanno colonizzato il nostro mondo: cruise, pre-fall, spring-summer, fall-winter. Mi sembrano parole stantie e denutrite. Sigle di un discorso impersonale, di cui abbiamo smarrito il senso'. Il progetto prevede una titolazione musicale quali 'sinfonie, rapsodie, madrigali, notturni, overture, concerti e minuetti a costellare il mio percorso creativo'. La moda torna ad essere pura creatività, espressione del sé. Il lockdown ha partorito riflessioni importanti, un tempo dedicato a una nuova rivoluzione che si allontana dai ritmi frenetici del digitale.

Altri brand hanno preso strade altrettanto diverse rispetto a quelle già percorse: Anthony Vaccarello, stilista di Saint Laurent, ha infatti deciso di uscire dalla settimana della moda parigina. Intanto molte maison presenteranno l'uomo insieme alla donna a Settembre, altri invece si sono uniti a favore di una fashion week digitale. Il virtuale è infatti stata la soluzione della Milano Fashion week per mostrare le collezioni ai buyer cinesi già in quarantena lo scorso Febbraio.

In prima linea c'è anche Giorgio Armani che, oltre a dimostrare sensibilità per la lotta al Coronavirus, ha speso parole significative in merito alla moda del futuro. Lo stilista auspica infatti l'abbandono dei ritmi folli a favore di una moda creativa, di qualità e consapevole. Un’opportunità che va le la pena cogliere.

Segue il pensiero di Michael Kors che annuncia l'addio alla New York Fashion Week, a favore di una presentazione per la collezione primavera estate 2021 tra Ottobre e Novembre. La decisione è il frutto di un’attenta riflessione su come deve cambiare il sistema moda 'Prima della fine degli anni 90, le collezioni primaverili di New York venivano esposte da fine ottobre a inizio novembre, dopo le collezioni di Parigi. Quel calendario è stato messo in atto per molti decenni e ha funzionato abbastanza bene, e in particolare in questa epoca con la velocità dei social media, mostrando la raccolta più vicina a quando verrà consegnata ha logicamente senso per me'.

E infine Thom Browne e Dries Van Noten che insieme ad altri 250 firmatari (stilisti ma anche retailer, ceo, imprenditori) hanno chiesto al sistema di unire le forze per trovare nuove soluzioni condivise.

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