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Buy with the end in mind | Giulio Bonazzi

Buy with the end in mind | Giulio Bonazzi
19/04/22

Per celebrare la 52° Giornata Internazionale della Terra (Earth Day), abbiamo incontrato il Presidente e AD di Aquafil SpA Giulio Bonazzi, con il quale abbiamo affrontato il tema della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente in rapporto all’industria del fashion luxury.

Spesso siamo rapiti dalla bellezza di un prodotto o dalla sua funzione d’uso, ma non pensiamo a cosa succede quando (inevitabilmente) non lo useremo più. Detto ciò, quello che mi sta più a cuore è la salute dei consumatori e dunque l’assenza di prodotti tossici”. Giulio B.

Quali sono le maggiori criticità che ha riscontrato quando ha iniziato a introdurre il concetto di prodotti rigenerabili in azienda?
Lev Tolstòj diceva “sento tante persone che vogliono cambiare il mondo ma nessuna che vuole cambiare se stessa!” Io sono stato il primo ostacolo e il secondo è stato convincere e coinvolgere le persone a me più vicine, coloro che in gergo chiamiamo “dirigenti apicali”. Una volta superati questi due livelli comincia il lavoro sulla ricerca e sviluppo tecnologico, che nel caso di Econyl® è stato ed è estremamente complesso.

Il 44% dei brand attesta di seguire una strategia sostenibile nel tempo per quanto riguarda l’impiego dei materiali [Fashion Revolution Transparency Index 2021]. Ma con quali parametri si misura effettivamente la sostenibilità di una strategia?
Il nostro settore è all’inizio del viaggio, un viaggio entusiasmante, e di conseguenza non esistono ancora parametri consolidati e universalmente accettati: oggi guarderei al “carbon footprint” e al LCA ovviamente sperando siano misurati seriamente.

Per anni, l’obiettivo dei brand di lusso è stato quello di soddisfare i consumatori con prodotti e servizi esclusivi e ‘desirable’; come dovranno evolversi ora che l’orientamento dei consumatori si sta indirizzando sempre di più verso il tema della sostenibilità?
Guai a rinunciare alla bellezza! Con Econyl® non ci sono limitazioni da nessun punto di vista. C’è poi da fare un distinguo: scelti i materiali più sostenibili, io penso al lusso come un prodotto dell’arte. Se mi riportate un capo di Prada o una borsa di Gucci non li riciclo, casomai li immetto nel canale della seconda mano; discorso molto diverso per il mercato del fast fashion.

In un ’intervista sull’ eco-design ha parlato di prodotti che non nascono per essere riciclati, quali sono? E quali invece dovrebbero essere maggiormente implementati dai brand di lusso per far fronte a questo problema?
Oggi i prodotti che nascono per essere riciclati sono pochissimi – il capo che più mi ha insegnato è la giacca di Napapijri “Circular Series” che abbraccia la logica del monomateriale Nylon= Econyl®. Uno dei vantaggi del prodotto che nasce con questa “tecnologia” è quello che può riciclare tutto lo scarto delle fasi pre-consumer, e non solo post-consumer.

Quanto ci dicono sulla produzione e sulla sostenibilità le etichette/schede di un brand in fase di acquisto?
Oggi poco o nulla…domani speriamo di più. Attenzione poi al greenwashing, che oggi è persino sotto la lente della Commissione Europea!!

Quali brand, in particolare, a suo avviso hanno adottato delle strategie di sostenibilità esemplari ed innovative?
Tra i primi sicuramente Stella McCartney, ma ad oggi (per fortuna) ci sono arrivati quasi tutti. Spero che dalle parole si passi velocemente ai fatti – è difficile comunque stilare una classifica e sarebbe forse sbagliato farla. Sarà il mercato a determinarla, è una questione di do it or die!

Quali sono stati i momenti virtuosi del sustainable fashion nell’ ultimo periodo?
Eco-design, second hand, fashion rental, riparabilità dei capi pre e post-vendita.

Quale ritiene sarà la sua prossima sfida?
L’unione di sostenibilità – circolarità – digitalizzazione. Ecco dove dobbiamo arrivare se vogliamo cambiare il mondo, e questo è il nostro obiettivo.


“Nel 2019 PRADA lancia il progetto Re-Nylon, una collezione di iconiche borse in nylon rigenerato Econyl, in collaborazione con il produttore di filati Aquafil”.

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